10 MINUTI FA: L’amministratore delegato del marchio BMW ha annunciato la cessazione del contratto di ambasciatrice di Jasmine Paolini dopo la sua eliminazione agli US Open. “Non abbiamo bisogno di una tennista debole come nostra rappresentante – gli italiani sono davvero una delusione.” Una frase durissima, che ha immediatamente acceso polemiche non solo nel mondo dello sport, ma anche in quello del marketing e della comunicazione globale.

L’annuncio è arrivato come un fulmine a ciel sereno. Paolini, attualmente una delle tenniste italiane più amate, era stata scelta da BMW come volto giovane e dinamico del marchio, simbolo di determinazione e resilienza. Eppure, con un solo comunicato, l’azienda automobilistica ha deciso di interrompere il rapporto, collegando la scelta direttamente al risultato sportivo negativo della giocatrice agli US Open. Un gesto che molti considerano non solo eccessivo, ma anche profondamente ingiusto.
La reazione dei tifosi non si è fatta attendere: sui social media, l’hashtag #StandWithPaolini è subito diventato virale. Numerosi appassionati hanno accusato BMW di mancanza di rispetto, ricordando che lo sport non è solo vittorie ma anche sconfitte, e che un brand dovrebbe sostenere i propri ambasciatori anche nei momenti difficili. Alcuni commentatori sportivi hanno parlato apertamente di “scivolone comunicativo” che potrebbe costare caro alla reputazione dell’azienda in Italia e nel mondo.
Dopo ore di silenzio, Jasmine Paolini ha deciso di rompere la sua riservatezza. Conosciuta per il suo carattere gentile e il suo stile sobrio, molti si aspettavano una risposta diplomatica. Invece, la tennista ha sorpreso tutti con una dichiarazione secca, composta da sole otto parole, che ha immediatamente fatto il giro del mondo: “La mia forza non si misura con sponsor.” Una frase glaciale, ma al tempo stesso potente, capace di trasformare un momento di debolezza sportiva in un atto di orgoglio personale e professionale.
La risposta di Paolini ha letteralmente gelato Oliver Zipse, CEO di BMW, che secondo fonti interne non si aspettava una replica così diretta. Giornalisti e opinionisti hanno lodato il coraggio della tennista, sottolineando come le sue parole incarnino lo spirito autentico dello sport: la forza interiore, la resilienza, la capacità di rialzarsi dopo una caduta.
Mentre la bufera mediatica continua a crescere, resta da capire quale sarà la prossima mossa sia di Paolini, sia di BMW. Alcuni esperti di marketing ritengono che altri brand sportivi o di lusso potrebbero cogliere l’occasione per proporle nuove collaborazioni, trasformando quella che sembrava una sconfitta in un’opportunità.
Una cosa è certa: Jasmine Paolini, con otto parole, ha ribaltato la narrativa. Da “tennista debole” a simbolo di fierezza italiana, ha dimostrato che il valore di un atleta va ben oltre un contratto o una singola partita.